La scala maggiore - Classical & FingerStyle Guitar

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La scala maggiore

Teoria musicale

Nozioni di base sulle scale
Come sappiamo la scala musicale è una successione ordinata di sette note chiamate anche gradi.
La distanza tra due note consecutive non è sempre uguale. Tale distanza (chiamata anche intervallo) può essere infatti di un tono o di un semitono.
Il tono è la distanza più grande tra due note consecutive e si compone di due semitoni.
Il semitono è l'intervallo più piccolo tra due note consecutive.
Per comprendere la differenza tra i due concetti basti osservare la tastiera del pianoforte. Le sette note sono costituite dai tasti bianchi.


Partendo dal Do e suonando tutti i tasti bianchi fino a giungere al Do successivo si ottiene una scala che va sotto il nome di scala diatonica di Do maggiore.
E' importante notare come tra due tasti bianchi ve ne è uno nero tranne che tra Mi e Fa e Si e Do. Questo sta a significare che la distanza tra due tasti bianchi successivi è sempre di un tono tranne che tra Mi e Fa e Si e Do (tra questi infatti intercorre un semitono). La distanza tra un tasto bianco e quello nero immediatamente successivo è pari ad un semitono.
Per indicare le note sui tasti neri si utilizzano i simboli di diesis (#) e bemolle (b) che rispettivamente significano "alzato di un semitono" e "diminuito di un semitono". Per cui sul tasto nero tra Do e Re si troverà una nota che potrà avere due nomi e cioè: Do# e Reb.
Le sette note naturali, quindi, non sono disposte a intervalli regolari. Infatti tra Si e Do e tra Mi e Fa vi è un semitono e non un tono. Ragionando in termini di semitoni, inoltre, avremo dodici semitoni all'interno di un'ottava. Se partendo dal Do, suoniamo in successione tutti i dodici semitoni otteniamo la
scala cromatica. Quest'ultima, chiamata anche scala semitonata, può, quindi, essere definita come la successione di tutti i suoni contenuti nell'ottava. Essa comprende 12 semitoni: 7 diatonici e 5 cromatici. Nello scrivere la scala cromatica si usa riportare i diesis nella fase ascendente ed i bemolle nella fase discendente.




Una scala può avere inizio da qualsiasi nota, cioè può avere un diverso punto d'intonazione (primo suono della scala).
Affinchè una scala non muti il proprio carattere, è necessario che, pur modificando il punto d'intonazione, resti invariata la successione di toni e semitoni. Una scala, quindi, può tranquillamente essere vista come una successione di toni e semitoni come ad esempio: T-T-ST-T-T-T-ST. Per cui, partendo da una qualsiasi nota, se rispettiamo tale successione di toni e semitoni, otterremo una scala diversa ma con lo stesso carattere. In definitiva, pur variando i suoni, se lo schema degli intervalli resta lo stesso, una scala mantiene il proprio carattere.

La scala maggiore
La scala maggiore è formata da una precisa successione di toni e semitoni. Precisamente i semitoni si trovano tra il 3° e 4° grado e tra il 7° ed 8° grado mentre i toni tra gli altri gradi. La scala di Do maggiore è la madre di tutte le scale. E' partendo da essa che si ricavano tutte le scale.


Sulla chitarra i tasti procedono per semitoni. Ciò significa che tra la nota su un tasto e quella sul tasto successivo sulla stessa corda intercorre un semitono. Per passare, quindi, da una nota alla successiva che dista dalla prima un tono è necessario saltare un tasto. In altri termini, la struttura di una scala maggiore eseguita su una stessa corda è la seguente: due tasti - due tasti - un tasto - due tasti - due tasti - due tasti - un tasto. Nella scala di Do maggiore, questa struttura comporta l'assenza di diesis e bemolle.

Prendendo come base la scala di Do maggiore e rispettando la successione di toni e semitoni in essa contenuta si possono ricavare tutte le altre scale maggiori cambiando, ovviamente, la base di partenza. Il seguente schema rende maggiormente l'idea.


I gradi della scala prendono ciascuno un nome particolare che richiama la funzione specifica che svolgono all'interno della scala stessa.


Tale classificazione e denominazione resta la stessa qualunque sia la scala maggiore o minore.

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